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club catania faro biscari
L’Etna
sopra e sotto il mare
gestione emergenza sismica
le nuove frontiere della
ricerca
venerdì
11 maggio 2007-05-13
hotel
sheraton- acicastello

La
parola “terremoto” evoca in molti, immagini di rovine, di morte e di sofferenze
ma si tratta di sensazioni, per così dire, emotive che riducono il fenomeno al
suo aspetto violento nei confronti dell’uomo indifeso. Il terremoto in realtà
produce danni di ben più ampie proporzioni, e conseguenze molto più preoccupanti
di quello che comunemente si pensa: esso non minaccia solo la vita dell’uomo e
l’integrità delle sue opere e dell’ambiente in cui vive ma interessa anche
l’economia e l’organizzazione sociale di intere comunità ma anche lo stato
psichico degli individui.
Nel mondo avvengono oltre
15.000 terremoti all'anno con magnitudo superiore a
4.0, circa 1500 di magnitudo superiore a 5.0.
Dal
La “prevenzione”, una parola troppo spesso ripetuta, magari a
ridosso di emergenze più o meno tragiche, quando
proprio l’entità delle vittime e dei danni ci fa misurare le conseguenze della
mancata prevenzione.
La
difesa dai terremoti, per il momento, rimane quindi la prevenzione attraverso
l’applicazione di norme antisismiche da osservare scrupolosamente e la
creazione fra la popolazione di una vera cultura del terremoto intesa come capacità
di convivere con questa manifestazione della natura senza drammi e
catastrofismi.
Ma è possibile
prevedere i terremoti?
Cronache anche molto antiche riferiscono di presunte
previsioni di terremoti da parte dei saggi, attraverso l’analisi di fenomeni
naturali che oggi vengono ritenuti poco significativi:
molto probabilmente non si trattò di previsioni vere e proprie, ma solo di
coincidenze fortuite. Di recente però la previsione sistematica e razionale dei
terremoti è uscita dalla sfera della magia e della approssimazione per entrare in quella della
sperimentazione scientifica ottenendo anche qualche successo.
I progressi tecnologici nella
strumentazione sismica, i sistemi di comunicazione e la crescente velocità
nell’analisi dei dati, consentono l’implementazione di sistemi di monitoraggio
in tempo reale per i terremoti.
Tra
i metodi sviluppati notevole interesse suscitano i
sistemi di pre-allarme detti sistemi di early-warning. I quali
sono sistemi di preavviso che svolgono un’attenta e continua operazione di
sorveglianza, capaci di annunciare l’arrivo d’onde sismiche potenzialmente
distruttive prodotte da un terremoto distante, prima
che queste siano avvertite dalla popolazione.
Il sistema di pre-allarme, invia l’informazione circa
la possibile ampiezza e durata del moto del suolo. Ciò permette di rallentare o
temporaneamente arrestare le linee ferroviarie ad alta velocità, chiudere i
gasdotti e le reti idriche, disattivare le apparecchiature, avviare i
generatori d’emergenza, allertare i vigili del fuoco,
archiviare i dati, ecc.
Danni a queste strutture possono causare disordine
provocando di conseguenza un incremento del numero delle
vittime. La rottura delle condutture dell’acqua ad
esempio impedisce la lotta contro il fuoco e l’interruzione delle linee
telefoniche può rendere più difficoltose le operazioni di soccorso.
Opere
d’arte di assoluto valore per l’umanità, come il David di Michelangelo, grazie ai sistemi
di early warning
saranno prossimamente al sicuro dai terremoti.
Ma citiamo la protezione di altre opere d’arte, come i famosi Bronzi di Riace, il Satiro danzante di Mazara del Vallo e
l’Imperatore Germanico del Museo Archeologico di Perugia
sono oggetto di studi per la loro protezione.
Esistono
in varie parti del mondo già oggi dei Sistemi di Early Warning:
Sistemi di Trasporto:
Linea ferroviaria ad alta velocità Shinkansen-Giappone
Lion’s Gate Bridge-Vancouver
Applicazioni industriali:
Impianto di produzione energia elettrica- Kobe, Giappone
Impianti Nucleari:
Impianto nucleare Ignalina -Lituania
Rete trasporto gas
Progetto dell’Istituto Des Plaines, Illinois, Dipartimento di Energia/Gas
Ma
non andiamo tanto lontano per individuare le frontiere della scienza L’Etna vicino a noi è un grande laboratorio di ricerca attorno al quale, sopra e sotto
la superficie del mare si estendono fitte reti di sensori in grado di rilevare
le onde sismiche.
In particolare
l’osservatorio a fondo mare rappresenta un punto di osservazione
strategico rispetto alle reti di monitoraggio sismologico
esistenti nell’area dello Ionio e della Sicilia orientale e costituirà nel
prossimo futuro la prima stazione sismologica sottomarina
permanente in Europa.
I dati acquisiti
dall’osservatorio saranno recuperati e integrati con quelli prodotti dalle altre
reti e saranno analizzati sia per mettere a punto un
sistema di allarme sia per contribuire all’arricchimento delle conoscenze sismologiche dell’area.
Dott. Ing. Salvatore Pulvirenti