L’Etna e le Aci: scenari per lo sviluppo di un sistema turistico locale

 

Acireale 28 aprile 2007

 

I Distretti sono una modalità di aggregazione fra imprese ed organizzazioni private, enti pubblici ed istituzioni che, operando in stretta sinergia tra loro in un dato territorio, possono ottenere rilevanti benefici di costo, di immagine e di innovazione, più difficilmente conseguibili in una logica individuale.

I Distretti costituiscono uno strumento di marketing territoriale, in grado di promuovere la competitività di un intero comprensorio (un Comune, un’associazione di Comuni, un’area metropolitana, una Provincia, una Regione e persino una porzione del Sistema-Paese) e, di conseguenza, delle imprese e delle organizzazioni in esso operanti.

Fenomeni di contesto quali la globalizzazione dell’economia e dei mercati, la spinta al decentramento produttivo, la diffusione di nuove tecnologie informatiche hanno modificato, nel corso del tempo, le logiche di aggregazione, favorendo fra i diversi attori modalità di collaborazione orizzontali e trasversali, e non soltanto

più verticali in ottica di filiera.

 

 

Il legislatore nazionale è sembrato assecondare tali cambiamenti: la legge 140 del 1999 ha introdotto, accanto al termine “distretto” (già disciplinato con legge 317 del 1991), quello più ampio di sistema produttivo locale.

La logica “distrettuale”, tradizionalmente coincidente con le filiere manifatturiere, si è così ampliata fino a comprendere, non sempre in modo rigoroso, ulteriori tipologie di aggregazione fra operatori di servizi: i distretti logistici, di cooperazione sociale, culturali, formativi, tecnologici, ecc.

In ambito turistico, i termini distretti turistici e sistemi turistici locali sono utilizzati come sinonimi, anche se la logica di aggregazione e le modalità di formalizzazione sono differenti.  Al concetto di sistema turistico locale fa riferimento la legge nazionale 135 del 2001 .A quello di distretto, la legge regionale 4 agosto del 2005 che ha fondamentalmente recepito le indicazioni del provvedimento legislativo nazionale.

Alla formazione dei distretti concorrono la storia, l’identità, il sistema di relazioni sociali, le reti (anche informali) di collaborazioni stabilitesi nel tempo fra i diversi attori del contesto. Un Distretto, un Sistema locale turistico, non nascono soltanto per determinazione legislativa o per provvedimento amministrativo; essi originano da un’aggregazione spontanea, dal basso, che riesca a dar vita, e dar senso, ad un prodotto chiaro, ben identificabile sul mercato, competitivo e attrattivo. Un prodotto da posizionare nel mercato globale delle idee, dei progetti e delle destinazioni.

In tale ottica si colloca il Convegno odierno. Acireale, Acicastello e il territorio delle Aci, attraverso le amministrazioni locali da cui sono governate, saranno chiamate presto a pronunciarsi sul loro futuro turistico. Potranno aderire al neocostituito Distretto Etna Taormina, potranno formarne uno nuovo che parta dai presupposti aggregativi del PIT delle ACI, potranno darne vita ad un altro ancor diverso con Catania. Potranno immaginare anche soluzioni alternative. Ma non possono più differire una loro decisione.

Una decisione che dovrà scaturire dal basso, armonizzarsi alla storia, all’identità e alle vocazioni del territorio, a partire da ciò che si aspettano i cittadini e i giovani. A questi ultimi è opportuno guardare con attenzione. Le scelte politiche di oggi condizioneranno il futuro del territorio in cui saranno protagonisti, domani, i nostri giovani.

 

            Prof. Rosario Faraci, Chairman del Convegno