MARENEVE

Ma si può amare solo a metà

È un sospetto che non finirà

E nasce dal fuoco

Pregherò perché armi non ho

E sempre di più, fino ad odiarti e poi

Quando è sereno come un brivido sei

che nel silenzio genera idee

Mentre un cielo azzurro colora il nostro destino

Mareneve resisti ancora portaci su

Madre nera chiudi i tuoi occhi e perdonaci

Fino a quando non saremo più soli

E non ci saranno abitudini

Prendi il nostro cuore che non ti sa stare

Lontano, io mai, lontano…

Non sarà una leggenda di più

Questo uomo che amare non sa

Un giorno felice

Guarderò in alto se tu lo vuoi

E sempre di più fino ai limiti

Ma la mia mente una risposta non ha

Cerca solo mete possibili

Mentre un’alba chiara dipinge la storia del mondo

Mareneve resisti ancora portaci su

Madre nera chiudi i tuoi occhi e perdonaci

Fino a quando non saremo più soli

E non ci saranno abitudini

Prendi il nostro cuore che non ti sa stare 

Lontano io mai, lontano da te

Lontano io mai, lontano da te ..

 

 

Roxanne Mastrogiudice

a “Sanremo sempre con voi” 

      Sanremo - 19.2.06

 

 

 

 

 

 

 

 

Mareneve è il titolo di un brano scritto e composto da Alfio Vascone, in arte Al Vascon, alla fine degli anni ’80. La canzone è dedicata al Vulcano Etna, mostrato come Essere terrestre superiore.

I monti, le valli e i boschi sono parte del suo corpo, che si estende dalla neve sino al mare, i crateri sono gli occhi e la lava le lacrime.

Quando l’Etna è “a muntagna” essa è femmina, serena, bella, romantica ed ispiratrice, una perfetta amante o una bottiglia di buon vino. Quando invece è Vulcano, esso è maschio, bellico, potente e minaccioso, l’imagine della paura e del rispetto.

Certamente questo estremo dualismo ha da sempre esercitato sulle generazioni etnee un forte magnetismo, un’inconsapevole legame perchè in attesa, forse,  di una terza manifestazione risolutrice e liberatoria, che mai purtroppo può esistere, se non la si cerca nell’unicità della materia, nell’amore e nell’incomprensibile solitudine della vita.

Mareneve è dipinta oggi per Roxanne Mastrogiudice, figlia d’arte, puntino siciliano acquisito, interprete dell’anima del Vulcano, che con il calore tipico dei toni del soul dà voce a questa canzone ed unisce a se i cuori di tutti i siciliani affascinati da questa meraviglia della natura, amata in quanto simbolo maestoso della nostra terra, ma, allo stesso tempo temuta da tutti per i suoi effetti devastanti.

Per questo Mareneve vuole essere un omaggio all’Etna e a tutta la Sicilia da Lei rappresentata.