Comitato Vulcano Etna

Patrimonio da Valorizzare

 

L’Etna sopra e sotto il Mare

Dalla storia ad oggi per nuove frontiere della ricerca

.. tra fuoco e mare

Sheraton Hotel 11.5.07  Acicastello - Catania

 

Tra le innumerevoli tematiche lions che riguardano l’Etna ed il suo Sistema Integrato, grande importanza riveste la gestione della emergenza sismica del territorio e le nuove frontiere della ricerca nell’ambito delle politiche di prevenzione dei rischi naturali.

In una interessante conversazione con la giornalista Donatella Bianchi, si conveniva come oggi fosse determinante l’utilizzo di nuove risorse tecnologiche dalla scienza per una efficace prevenzione del prevedibile sismico e poter diminuire, aumentando le risorse scientifiche, la potenzialità dell’imprevedibile.

La giornalista del format di RAI 1 Linea Blu, in questi giorni ospite delle Isole Eolie per documentare l’attività vulcanica dello Stromboli assieme a Guido Bertolaso, Direttore della Protezione Civile Nazionale, conveniva come tutto il panorama vulcanico del Mediterraneo giocasse forza e vigore sismico attorno all’Etna, anche in assenza di correlazioni vulcaniche. Anche perchè il Vulcano Etneo sopra e sotto il mare costituisce uno dei “laboratori” all’avanguardia al mondo.

Quante analogie storico-mitologiche ruotano attorno all’Etna e alla Sicilia.

Basti pensare alle teorie del fisico catanese Massimo Rapisarda, ricercatore dell’ENEA di Roma, che rivalutano le analogie della Trinacria con l’Isola di Atlantide di Platone, una Sicilia proiettata dal ricercatore come la mitica isola del centro del Mediterraneo, anello vulcanico di congiunzione tra Europa ed Africa. Un isola che da millenni costituiva la scuola sismica per eccellenza del mediterraneo.

Numerosi banchi sottomarini che crescevano e scomparivano attorno alle coste siciliane, come il marsalese “Banco Avventura” o il pantesco-maltese “Banco Graham”, la cui sommità vulcanica, prima identificata come Isola Iulia, tenne una querelle politico-scientifica franco-inglese di tipo coloniale, alta strategia che necessitò l’intervento della corvetta bombardiera “Etna” inviata da Re Ferdinando II, per legittimare con la bandiera borbonica quell’ìsola eruttata nel Luglio del 1831 dalla Secca del Corallo, ribattezzata quindi come Isola Ferdinandea.

Zona altamente sismica quella mediterranea, specie la zona dei banchi vulcanici. Si pensi che l’isola Ferdinandea, più volte emersa e scomparsa, rappresenta la storia per eccellenza dei movimenti sismici in un’area mediterranea eruttiva/esplosiva vecchia di 15.000 anni (il cosiddetto Meter Water Pulse 1-a), zona dove albergano tanti coni accessori del vulcano sottomarino Empedocle, per dimensione paragonabile al fratello Etna, benché profondo 500 metri. 

 

.. e allora che succede sopra e sotto il mare ?

Le attività continue stromboliane della fascia ionica ci interessano da vicino dalle isole Eolie sino alla punta più estrema della Sicilia sottomarina.

Catania al centro delle tecnologie “early-warning .. progetto nemo.. tra fuoco e mare.

Catania ed i Lions, altra chiave giusta per contribuire alla tutela e alla valorizzazione del nostro patrimonio, il Vulcano Etna.                    

 

 

Enzo Stroscio

Presidente del Comitato Distrettuale Vulcano Etna:

un patrimonio da valorizzare

Lions Clubs 108 Yb Sicilia