Comitato
Vulcano Etna
Patrimonio
da Valorizzare
Hotel Excelsior
Palace Terme
Acireale 25 Novembre 2006
L’Etna e le acque delle Terme di Acireale
“Etna fumoso, colonna del cielo, perenne
nutrice di fulgida neve,
tra le cui latebre rugghiano fonti purissime d’orrido fuoco”
Pindaro, V secolo a.C.
L'Etna è il maggiore rilievo
vulcanico dell'Europa e copre con i suoi prodotti una
superficie di circa 1.260
km2,
elevandosi oggi al di sopra di un substrato sedimentario a quota media intorno
a
crateri
sommitali.
La struttura vulcanica è
impostata all'estremo margine meridionale della catena
dei
Peloritani - Madonie, la dove essa digrada
verso la Piana di Catania, in prossimità del costa
Ionica, contrassegnata dall’incrocio di sistemi di fratture
di importanza regionale: in
particolare il sistema Ibleo-Maltese, che si
estende da NNW verso SSE e quello
allungato secondo la linea di costa tra
Taormina e Messina da SSW verso NNE (Fig.
1).
Schema geologico-strutturale della Sicilia orientale (a sinistra).
La scarpata “Ibleo-Maltese” delimita la crosta “oceanica” dello Jonio da quella continentale siciliana. Nella zona di Acireale forma la falesia costiera della “Timpa” (a destra).
La catena, la cui complessa impalcatura, formata nell'era Terziaria, alcune decine di milioni di anni fa, è tuttora instabile ed in sollevamento, con un tasso di 1-2 mm/a, come è dimostrato dal rinvenimento di depositi di ambiente marino (argille marnose quaternarie tra Catania, Acitrezza e Ficarazzi) e dai terrazzi fluviali che vi si raccordano, fino a qualche centinaio di m s.l.m., oltre che dall'elevata attività sismica.
L’edificio
vulcanico è costruito con il
sovrapporsi e giustapporsi di prodotti eruttivi emessi nel tempo attraverso diversi sistemi di
risalita magmatica, prevalentemente assiali
(a destra), attorno ai quali si
sono formati diversi apparati, alcuni dei quali sono tuttora riconoscibili od interpretabili in base
ai caratteri dei materiali emessi
o per la morfologia delle pendici.
Durante la risalita dalle zone di origine alla superficie, a causa del loro ristagno in
“serbatoi” i magmi trasferiscono alle rocce circostanti sature di acqua energia termica e componenti volatili,
originariamente disciolte nel fuso, come
anidride carbonica, composti dello zolfo, cloro, ecc.). L’acqua della falda
riscaldata tende a risalire alla superficie, prevalentemente lungo
fratture di origine tettonica e dà origine oltre che alle “fumarole” (Fig. 3), che caratterizzano le zone sommitali del vulcano,
anche a sorgenti termali. Tra queste le manifestazioni di S. Venera, addotte
poi alle Terme di Acireale, sono un esempio
particolare e sostanzialmente unico per
Fig. 3 Le fumarole dei crateri sommitali
Prof. Renato Cristofolini
Vulcanologo
Componente
Comitato Distrettuale
Vulcano Etna: Patrimonio da
Valorizzare
Distretto Lions
108 Yb - Sicilia