Il turismo pedemontano che non c’è!
Aula Santo Mazzarino – Monastero dei Benedettini
Catania 24 Novembre 2006

Se nello scenario nazionale
il turismo montano cresce…
Lo sviluppo del turismo
pedemontano etneo si colloca in un contesto nazionale
trascinato da nuove tendenze. In Italia il
turismo montano è quello delle alpi e degli appennini ove si registrano
incrementi sulle presenze turistiche montane, il resto presenta incidenze non significative. A livello nazionale,
rappresenta la decima parte del fatturato complessivo.
La spesa media invernale è 3 volte superiore di quella
estiva. Questo turismo prima elitario, oggi è divenuto prodotto turistico di
massa che, insieme a quello ambientale, sembrano
essere le nuove leve per il suo affermasi. Gli elementi per la sua crescita sono legati alla
facile e rapida accessibilità, a formule flessibili ed integrate con altre
componenti dell’offerta e a aspettative all
inclusive.
A livello regionale, in Sicilia questo turismo è risultato negativo rispetto al resto del Paese. Nonostante
l’incremento dei flussi turistici nella regione, la mancanza di
infrastrutture competitive non
lascia spazio al boom consistente. Il turismo rurale ed i b&b
rappresentano la nuova offerta ricettiva. L’attività
turistica montana si associa alle attività dell’agro
industria “le strade del vino”.
… cosa
accade nell’area Pedemontana?
Sotto il profilo locale,
l’area Pedemontana ha una naturale vocazione agricola e turistica, antistante
dai grandi centri urbani, con una estensione
territoriale superiore a quella metropolitana ed una bassa densità abitativa.
Tutte caratteristiche consone per una specializzazione
turistico-naturalistica.
La vocazione turistica di
quest’area è legata al vulcano e alla zona di Nicolosi e Linguaglossa, tutto il
resto vive di passaggio ma sempre lontano da un turismo organizzato e
mirato. Le presenze di quest’area assorbono una piccolissima fetta del mercato
della domanda provinciale. Prevalgono le presenze nazionali a fronte di una
ridotta percentuale di quelle straniere. Nell’ultimo decennio l’area ha
registrato i maggiori incrementi di flussi turistici rispetto a quelle
metropolitane e calatina. Le presenze straniere sono rappresentate in
prevalenza da americani, tedeschi e francesi, seguendo la tendenza regionale. Tra
quelle nazionali prevalgono i siciliani. Negli ultimi cinque anni cresce,
seppur con prudenza, la notorietà della zona, la diversificazione degli
stranieri e il tasso di utilizzo delle strutture
ricettive specie nei periodi estivi. Decresce la diversificazione nazionale.
Stabile rimane la vocazione stagionale.
Prevale l’offerta delle
strutture extra-alberghiere costituite da b&b,
villaggi e campeggi, a discapito di quelle alberghiere. La maggioranza di
queste strutture è di media categoria e sono localizzate nel parco dell’Etna.
Negli ultimi 5 anni a fronte di una notevole crescita del numero delle strutture ricettive, è cresciuta in misura meno che
proporzionale la disponibilità di posti letto. Aumenta il numero dei b&b, delle residenze, degli affittacamere e del turismo
locale, mentre quasi stabile si può definire l’offerta alberghiera. L’indice
sulla dotazione alberghiera non mostra sostanziali variazioni, a fronte di una
lieve variazione di quello complessivo.
Il turista tipo come
giudica la qualità dei servizi ricevuti?
Dall’indagine campionaria
effettuata su un campione di 3000 turisti che hanno pernottato nel periodo
febbraio marzo 2005 nelle strutture ricettive dei comuni dell’area Pedemontana è emerso che:
l’area Pedemontana attira un turismo per il benessere e meno per il
business; l’organizzazione del viaggio è fai da tè, con un limitato utilizzo di
internet; è un turismo legato all’auto privata, con un limitato utilizzo dei
mezzi pubblici, vista la mancanza di collegamenti organizzati o legati a
pacchetti turistici; oltre al vulcano, il turista è interessato alla cucina,
alla cultura, alle tradizioni e alla genuinità dei luoghi ancora incontaminati;
l’accessibilità alle strutture ricettive è risultata buona e dipendente dalla
localizzazione delle strutture; insoddisfazione viene rilevata sulla
trasparenza dei prezzi in prevalenza nelle strutture ricettive del Pedemontano
nord; lascia a desiderare la conoscenza delle lingue del personale, la custodia
del parcheggio, il servizio alla reception in prevalenza nelle strutture del Pedemontano
nord (rispetto a quelle dell’area sud); un’alta percentuale di turisti rimane
insoddisfatta o con aspettativa maggiori per gli spettacoli, il folclore e
l’accesso ai divertimenti; meno insoddisfatti per il soggiorno nel suo
complesso; sono più soddisfatti per i contatti con gli uffici di informazione
turistica e con la popolazione del luogo, la pulizia riscontrata nelle
strutture ricettive, la gastronomia locale e la qualità complessiva percepita.
Questi risultati, ottenuti
da una ricerca condotta dal settore Ricerche Statistiche
della Mediastat Group per
In tale occasione sono
stati significativi i contributi dei relatori
Universitari rappresentati da Giorgio Skonieczny
Associato di Statistica Economica con la relazione sul “Significato delle statistiche e presentazione dei risultati della
ricerca condotta per la provincia regionale di Catania”, da Vittorio
Ruggiero Ordinario di Geografia politica ed economica con “Politiche urbane e sviluppo delle politiche turistiche locali” ,
mentre sull’”Identità del territorio”
è intervenuto Paolo Militello Associato di Storia
moderna.
A chiusura dei lavori
tecnici, è stata avanzata una proposta da parte di Gianluca Torrisi
specialista nel settore della gestione e cura dell’immagine, con la presentazione di
un prodotto multimediale per la promozione e valorizzazione turistica economica
sociale e culturale del territorio oggetto di studio
A questi ha fatto seguito
l’intervento dell’Assessore Provinciale alle Politiche per
Hanno concluso
i lavori il Presidente del Comitato sul tema Distrettuale dei Lions Col.
Vincenzo Stroscio con una presentazione sulle attività
svolte dal Comitato in relazione al tema ed infine la relazione conclusiva del
Vice Governatore del Distretto 108 YB Sicilia Avv. Salvatore Giacona sul tema “I
Lions al servizio della valorizzazione del patrimonio etneo”.
Il Presidente del Club
Benedetto Torrisi ricercatore in Statistica Economica
dell’Università di Catania che ha curato il rapporto statistico, ha avanzato alcune
proposte, al fine di rispondere alla domanda “cosa fare?”:
…“Si ritiene auspicabile un modello di sviluppo turistico che, pur guardando
alle azioni o politiche turistiche sperimentate con successo in altre parti
d’Italia, sia in grado di rispettare la vocazione turistica del territorio,
includere, controllare e valorizzare il turismo ufficiale e quello che non
appare”... lo sviluppo percorribile
passa per le seguenti direttrici:
proseguire il lavoro
avviato in Italia per una classificazione nuova dei territori montani;
definire, nelle politiche nazionali, europee e regionali, misure di sostegno
per il turismo montano al fine di generare: nuovi investimenti (rendere
appetibile un’area)- migliorare gli standard qualitativi -promuovere il
prodotto ed internazionalizzarlo - costruire un’immagine positiva, giovane e
attiva, del turismo montano sia estivo che invernale; incentivare il recupero
dell’agricoltura di montagna e promuoverne l’integrazione con il turismo;
incrementare l’offerta ricettiva medio alta collegata ad un turismo del
benessere; razionalizzare il traffico automobilistico e promuovere l’uso di
mezzi di trasporto pubblici; sviluppare e potenziare gli "itinerari
eco-turistici”.
Occorre concludere, che a fronte di
questo sottodimensionamento del settore turistico dell’area pedemontana
rispetto alle dinamiche della domanda potenziale, ancora molto può essere
fatto, specie in vista dei cambiamenti congiunturali positivi per il turismo
internazionale.
Trovarsi impreparati alle prossime scadenze, significa stagnare
nello stato di insufficiente capacità di lancio del
proprio prodotto.
Benedetto
Torrisi
Presidente Lions Club
Catania Riviera dello Ionio
New Century