“Report”sarebbe meglio dire “menzogne”

“RAI 3”, UNA TRASMISSIONE MESSA

 IN ONDA CON IL SOLO SCOPO DI OFFENDERE UN GALANTUOMO

Cosa gravissima è, per noi, l’indifferenza della presidenza dell’Ordine giornalisti sia nazionale sia regionale di Sicilia

 

 

Catania lunedì 22 giugno 2009 – Abbiamo atteso tre mesi – dal 15 marzo scorso – poiché aspettavamo e credavamo a un ripensamento su quella vergognosa trasmissione ma tutto stato vano. Chi ha visto quella sera, su Rai3 “Report”  -sicuramente ci darà ragione. Hanno iniziato con il dire cose risapute sul “carnevale di Sant’Agata” da noi, “predicate” da oltre un ventennio, su carta attraverso la stampa locale e la nostra ASIS, è stata ripresa da alcune testate giornalistiche italiane. Un servizio, negli anni ’80 lo stampò “Paese Sera”. Su ciò potrebbero essere testimoni sia padre Suman sia il diacono Nuccio Mangano, Rai3 soltanto il 15 marzo mette in onda un servizio con Report il cui contenuto è volutamente falsato. Citando persone autorevoli e fra queste l’intoccabile sindaco pro tempore il napoletano Umberto Scapagnini – fino al 200 marxista - successivamente, grazie al posto vacante lasciatogli  da Enzo Bianco di Aidone, provincia di Enna, primo cittadino del popolo di Catania – il gran maestro della festa Luigi Maina, gli arcivescovi e autorità di governo. Di Maina e dei sindaci ne abbiamo sempre parlato additandoli, unitamente agli assessori, ai magistrati. Sulle altre persone ed in particolare su coloro sottoposti al Maina (fra questi il capo-fercolo, non destano sospetti. Sulla mangiatoia contenente giochi pirotecnici, posti per le bancarelle, cera con lavori per poi rimuoverla dal fondo stradale, nonché la vendita di cìbarie senza autorizzazione alcuna e priva di controlli sanitari. Non escludiamo la tossicità e pericolosità dei fuochi per le sostanze che li compongono. In allegato vi è un servizio che da la massima informazione.

Sui quartieri satelliti, come Librino, prima di parlarne avreste dovuto chiedere notizie ai signori onorevoli Bianco e Scapagnini sul perché di cotanto sfacelo.

Su Mario Ciancio, noi che per mezzo secolo gli siamo stati costantemente vicino, di lui , della sua, professionalità, signorilità ed onestà sappiamo e possiamo dirvi tutto, anzi, lo diremo, eventualmente, in Tribunale.  

Mario Ciancio Sanfilippo è nato a Catania il 29 maggio 1932 ed è figlio dell’avv. Natale Ciancio (principe del foro di Catania morto il 14 agosto 1964), discendente dei Sanfilippo di Adrano, proprietario terriero, è sposato, da cinquant’anni, con Valeria Guarnaccia, ha cinque figli, quattro femmine e un maschio, Domenico, segretario di redazione a "La Sicilia". Si è laureato in giurisprudenza nell’anno accademico 1954-55, con una tesi di diritto civile sul diritto ereditario "Il legato in sostituzione di legittima". Sarebbe potuto divenire un buon civilista, sotto la guida del padre, ma preferì  il giornalismo. Tutto il suo patrimonio l’ha acquisito in eredità, com’è noto, dal padre e dallo zio, Domenico Sanfilippo.   

E’ giornalista professionista, dal 1° gennaio del 1957 e direttore del quotidiano "La Sicilia" dal la 1967, dopo la morte di Antonio Prestinenza Editore serio ed onesto per tradizione familiare ed asse ereditiero tanto da essere nipote del fondatore de "La Sicilia", l’avv. Domenico Sanfilippo, a cui è intitolata l’omonima casa editrice. Controlla l’unico quotidiano di Catania (a parte le piccole edizioni locali de "Il Giornale di Sicilia" di Palermo e "La Gazzetta del Sud" di Messina). Ciancio ha piccole partecipazioni azionarie negli altri due quotidiani citati, possiede le due maggiori emittenti locali, che hanno ambito regionale "Antenna Sicilia" e "Telecolor", quest’ultima acquisita nella seconda metà degli anni ‘90, oltre a controllare, insieme alla "Ses" (Società editrice siciliana) di Nino Calarco, direttore della "Gazzetta del Sud". Era l’editore anche dell’unico quotidiano pomeridiano di Catania, "Espresso Sera", chiuso dopo anni di bilanci in rosso. Ciancio è vicepresidente, confermato lo scorso anno, dell’agenzia Ansa, il cui ufficio catanese è ospitato dentro lo stabilimento de "La Sicilia" di viale Odorico da Pordenone cinquanta.  Non ha mai sfruttato i dipendenti ed ha dato loro modo di vivere agiatamente, tant’è che qualcuno, poi, si è ritrovato con un appartamento di oltre dieci vani. Nella trasmissione hanno detto che ha rapporti con mafiosi. A quei signori, falsi e bugiardi diciamo soltanto che, guardandosi allo specchio devono avere vergogna di sé. Il direttore Mario Ciancio trascorre moltissime ore nel suo studio nel quale riceve autorità, Generali di ogni corpo di polizia e dell’Esercito italiano,  magistrati alti funzionari dello stato, e di enti pubblici. Non frequenta circoli, non è ne è stato massone. Si vede, quando gli impegni di lavoro glielo permettono, in cerimonie ufficiali come l'annuale della fondazione della Guardia di finanza, Carabinieri o Polizia di Stato. Quanto asserito lo può testimoniare chi per decenni ha lavorato, con dignità e onestà al suo fianco e alle sue dipendenze. Siamo amareggiati per il comportamento dell’Ordine nazionale dei giornalisti, disconoscendo l’etica, ha asserito che l’accaduto rientra nella libertà di stampa. Meglio è tacere sui componenti dell’Ordine di Sicilia due dei quali (Mannisi e Lazzaro Danzuso) ”bevono e mangiano” a “La Sicilia”, quando non hanno altro da fare. Attenzione, anche questa è libertà di stampa! Mario Ciancio è un uomo onesto e leale e non ha mai usato le testate giornalistiche come arma per consumare ricatti o estorsioni. Alle sue spalle e sfruttando le testate qualche dipendente, non più in vita, l’ha fatto, tanto da creare decine e decine di disoccupati.  Quattro erano le grossissime imprese finite a ”rotoli” grazie agli articoli calunniosi scritti dell’”innominato”!  Quanto da noi asserito, potremmo, un giorno,  dichiararlo, in Tribunale, ai Magistrati giudicanti.

 

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LA NOTIZIA DI SEGUITO ALLEGATA VENNE INVIATA A QUASI TUTTE LE TESTATE GIORNALISTICHE ITALEIANE, COMPRESA RAI3, MA QUEST’ULTIMA LA IGNORÒ

 

  QUOTIDIANO

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Una festa ” comoda” a tutti!

A CATANIA IL CARNEVALE DI SANT’AGATA IN TUTTO IL SUO FULGORE: POLITICI, ORGANIZZATORI,, BANCALELLARI,CON OGNI TIPO DI MERCANZIE, E “DEVOTI TUTTI” SONO IN PIENA ATTIVITÀ

 

 

Catania sabato 31 gennaio 2009 - Una persona che non ha,mai assistito alle celebrazioni agatine nel vederle resta con il fiato sospeso. Giunge nel capoluogo etneo per assistere ad una celebrazione religiosa ed invece si trova a vedere un vero e proprio carnevale. Il marciapiede intransitabili poiché occupati da bancarelle sulle quali vi è di tutto: dolciumi, frutta, bruscolini, bevande varie e perfino, in qualche angolo, enormi fornelli per la preparazione e cottura di carni varie (cavallo, vitello, maiale) accompagnate da bottiglie di birra, vino o altre bevande, alcooliche o non. Le vergogne non mancano in cattedrale. Si nota si tutto: gente che passeggia fra le navate, coppiette che si sbaciucchiano, giovani che ascoltano musica attraverso radioline, bambini con palloncini, trombette o coriandoli.

La cosa che ci disgusta maggiormente è la processione. Un percorso esterno, il giorno 4. che si conclude nelle prime ore del giorno successivo e quello interno che il fercolo trainato da centinaia di “cittadini”, rientra in cattedrale poco prima di mezzogiorno, sempre se non vi scappa il tanto atteso morto, come quell’episodio tristemente accaduto alcuni anni addietro. A parte i fuochi d’artificio, è scandalosa la cera che i “fedeli”, anche se qualcuno ha in tasca un’arma, imbrattano le vie percorse dal fercolo. Ogni devoto incontra la Santa portando sulle spalle un cero acceso il cui peso è equivalente o doppio al peso corporeo del  devoto donante. A parte che molti dubbi ci assalgono su queste donazioni e sulla destinazione della cera che ad ogni duecento metri viene raccolta su un autocarro con destinazione a noi ignota. I guai iniziano dal 6 febbraio allorché automobilisti motociclisti ed utenti della strada in genere sono costretti a percorrere le strade ricoperte da uno scivoloso manto di cera la cui rimozione e pulitura sono a carico dell’amministrazione comunale. In quel giorno e nei giorni successivi, in molti sono coloro che devono ricorrere alle cure dei sanitari dei vari pronto soccorso. Abbiamo molti dubbi su molti giornalisti che si occupano dell’organizzazione della festa di Sant’Agata. (Le famose candelore ci portano al carnevale di Rio) Vogliamo ricordare un episodio accaduto nel 1997 epoca in cui prestava servizio, per i “Vespri Siciliani” il 185°  battaglione della Brigata Folgore. Il comandante. Col. Piccotti (oggi Generale), decise, per la festività estiva di Sant’Agata che ricade il 17 agosto, di inviare un reparto di paracadutisti da schierare davanti al Palazzo degli elefanti in piazza Duomo, per rendere gli onori militari alla Santa Patrona. Il “patrono” dei festeggiamenti, Luigi Maina si oppose ignorando di aver a che fare con degli uomini veri, con dei paracadutisti, pronti a versare il sangue per la Patria. Il 17 agosto venne schierato il reparto davanti al Comune di Catania. Al passaggio del Busto reliquiario, per la resa degli onori, il comandante del reparto dei paracadutisti diede l’attenti e ne seguì il rituale grido “Folgore”. Si udì una risposta dalla numerosissima gente che occupava piazza Duomo: “folgore”, seguito da un fragoroso applauso che durò circa 15 minuti. Quel giorno i fedeli- non il Maina- hanno capito il significato di religiosità.

Passiamo ora i fuochi d’artificio che hanno un costo (tanta gente muore di fame) nessuno pensa all’inquinamento atmosferico e acustico (nemmeno il WWF) e fregandosene di chi soffre i botti vengono sparati in prossimità di ospedali e case di cura. Vi spieghiamo, ora, perché sono in molti, in quei giorni, a ricorrere alle cure dei sanitari. Sant’Agata, se quei barbari ti vilipendono noi ti veneriamo!

 

Il fumo denso dei fuochi d'artificio è composto prevalentemente da polveri fini respirabili e velenose (PM10) che sono pericolose non solo per le persone che soffrono già di disturbi della salute ma anche per le persone sane.       

Quando si bruciano dei fuochi d'artificio, con l'esplosione si libera una miscela di sostanze chimiche. Bruciando avvengono reazioni chimiche tra le materie mescolate, si tratta di una trasformazione della materia originaria con formazione di nuove sostanze, di composizioni sconosciute e velenose.

È noto che le emissioni dei fuochi d'artificio sono causa di danni alla salute. In particolare ne sono toccate le persone che soffrono di malattie alle vie respiratorie, le persone intolleranti a sostanze chimiche come pure chi ha disturbi di cuore e di circolazione.

 Nei fuochi d'artificio vengono adoperati diversi tipi di composti chimici per dare un determinato colore alle fiamme generate dalla combustione dei vari elementi.

I dettagli dei composti chimici e i materiali più utilizzati in pirotecnica sono riportati di seguito. Acido gallico: è un acido di colore giallo-sporco, si accende facilmente in combinazione col clorato di potassio e per tale ragione entrava nella composizione dei "fischi", nella pirotecnica del passato; oggi i fischi si realizzano mediante benzoati.                                                                 Acido picrico: è un acido fenolico che entrava nella composizione dei "fischi"; in Italia l'uso è dell'acido picrico in pirotecnica, è vietato.                                                                                     

Alluminio: è un metallo usato largamente nei fuochi artificiali e si trova in commercio ridotto in polvere o a scaglie; può essere scuro, ne o o brillante e ha sostituito le sostanze non più impiegate (tipo limatura di rame, zinco, ecc.). L'alluminio è assai leggero, quasi impalpabile, specie quello brillante. È insolubile nell'acqua ma non nell'alcool o aceto. La polvere di   è spesso usata per rinforzare le altre polveri.                                                                                                  

Antimonio: è un semimetallo di colore bianco-grigiastro e che arde con fiamma cerulea, abbagliante, vivissima e quindi è usato per dare molto splendore alla fiammata dell'esplosione. Si adopera per il bianco ed in altre composizioni risplendenti.                                                                                                     

Arenadoro: è una polvere pirica chiamata anche "verdazzurro" in gergo pirotecnico, dalla forma impalpabile color verde bandiera. Serve per colorare la fiamma in azzurro.  

                                                                                                                  

Canfora: quando miscelata con salnitro e zolfo emana una fiamma bianchissima.                                 

Carbonato di rame: miscelato con nitrato di stronzio produce il violetto. La miscela, ancora umida, se esposta al sole è soggetta ad autocombustione; è necessario quindi tenerla all'ombra fino al totale essiccamento.                                                                                                           Carbonato di sodio: serve a dare alla fiamma un colore giallo.

Carbonato di stronzio: è un sale dello stronzio; si presenta in forma di una polvere bianca adatta per generare fiamme rosse, violetto e lilla.                                  

Carbone di vite e carbone di quercia: il primo è usato per la preparazione delle più importanti polveri piriche. Alcune composizioni pirotecniche prevedono l'unione del carbone di vite con quello di quercia, tipicamente usato in cucina, facilmente reperibile in commercio. Per fare del carbone di vite si prende una o più fascine di viti secche a cui si dà fuoco. Man mano che brucia e si riduce in carbone, si deve smorzare con dell'acqua, si fa asciugare bene e infine si polverizza passandolo nello staccio fino. Il carbone di legno duro produce scintille vive e durevoli, quello di legno leggero (es. di cerro) è un attivante della combustione.                                     

Cartoni o cartocci da fuoco: a si usa per preparare a mano, secondo gli spessori desiderati, incollando parecchi fogli di carta l'uno sull'altro fino ad ottenere lo spessore desiderato. Clorato di bario: Si presenta bianchiccio ed impalpabile e va maneggiato con precauzione. Serve per colorazioni in verde fondo ed ha anche proprietà ossidanti.                                                                                             

Clorato di potassio: Questa sostanza è di grande pericolosità se mescolato con zolfo, per cui occorrono molte precauzioni per la sua manipolazione. Infatti deve essere evitato anche il minimo urto in quanto può dar luogo ad una esplosione. La Legge Italiana vieta quasi tutte le miscele a base di clorati.                                             

Cloruro rameico: è un sale che viene utilizzato per la colorazione sul blu-verde.Colla di farina: serve per incollare i cartocci e i passafuochi. Si prepara immergendo un certo quantitativo di farina doppio zero in acqua molto calda e mescolando fino a formare una pasta semidensa. Tale colla è soggetta ad alterazione e per conservarla basta far disciogliere un poco di acido salicilico o del solfato di rame durante la preparazione.                                                                                                                

Cotone e filo di bambagia: entrambi servono per confezionare gli stoppini o per rivestire i botti.                                                                                                         

Creta: una volta stacciata, è usata per la composizione gialla o per dare consistenza.

Destrina e gomma arabica: sono utilizzati come eccipienti nei fuochi di artificio colorati, cioè servono a dare consistenza alle varie paste per la confezione degli "stoppini", delle "stelle", ecc. consentendo a questi ultimi di solidificare con una particolare forma. Al contempo, esse rallentano la combustione del composto (meno la destrina della gomma arabica).    

                                                                          

Gesso: utilizzato per indorare, quando miscelato nel violetto fornisce una tinta rosea.

Gommalacca: molto usata nelle composizioni rosse.                                   

Magnesio: brillante o scuro nell'aspetto, è un metallo leggero che brucia emettendo luce bianca intensissima.                                                                               

Manganese: metallo di colore bruno grigiastro, è usato come miscela per i cannoli (elementi a combustione colorata e tracciante) Oggi viene sostituito dal titanio. Mercurio: dolce o calomelano, è costituito da una polvere bianca, fine e pesante, usato come ravvivante dei colori rosso, violetto, verde.

 Nerofumo: è carbone finemente suddiviso usato nelle composizioni rosso, verde, rosee.                                                                                                                   

Nitrato di bario: è un sale di bario, impalpabile e bianco, serve per dare alla fiamma un colore verde (essendo molto igroscopico, occorrono particolari precauzioni); ha anche caratteristiche ossidanti.                                                                                 

Nitrato di potassio: è comunemente chiamato del salnitro, è un sale formato dell'acido nitrico. È conosciuto anche col nome di nitro o sale di nitro ed è l'ossidante della polvere nera.                                                                                                                          Nitrato di sodio: è un sale del sodio che si presenta di colore giallognolo e in forma cristallina, da pestare fino a renderlo impalpabile, colora fortemente la fiamma di giallo. Siccome assorbe molta umidità, i fuochi artificiali preparati con questo sale non possono essere immagazzinati per tempi lunghi. Pertanto, si preferisce adoperarlo solo nei mesi estivi. Ha anche caratteristiche ossidanti.                                        

Nitrato di stronzio: è un sale di stronzio, impalpabile e serve per dare alla fiamma un colore rosso porpora (essendo molto igroscopico, occorrono particolari cautele). Prima di essere adoperato, specie nei mesi umidi, è necessario farlo seccare al calore mettendolo dentro un recipiente di creta perché questo sale assorbe umidità.

Ossicloruro di rame: è usato per ottenere il colore azzurro.                              

Ossalato di sodio: è un sale organico che si presenta sotto forma impalpabile ed è usato in sostituzione del nitrato di sodio per le fiamme gialle.                                   

Pece: è un miscuglio di pece greca e catrame e serve per impeciare lo spago; questa operazione è eseguita tenendo in mano la pece e facendo passare lo spago un paio di volte dopo averlo fissato con un chiodo ad un cavalletto, avvolgendolo a matassa. Generalmente la pece si presenta in pezzi e bisogna pertanto triturarla e passarla allo staccio fino. Sostituisce lo zolfo in alcune composizioni pirotecniche.

Polivinilcloruro (PVC): è usato per la composizione verde e blu come donatore di cloro.                                                                                                                        Scialacca: è una resina di color rossiccio, ridotta in forma di polvere impalpabile. Sostituisce lo zolfo nelle combinazioni pericolose e anche la gommalacca a causa del suo costo ridotto. Adoperata delle composizioni verde e viola.                        

Segatura: è usata come isolante. Siliciuro di calcio: serve per produrre la luce bianca. Si presenta come una polvere di colore scuro, di prezzo contenuto e sostituisce l'antimonio che è più costoso per dare splendore alla fiamma.         

Solfato di rame: è usato per il colore azzurro e si trova ridotto in polvere viene passato allo staccio fino, serve per le fiamme azzurre. Ormai è in disuso.            Solfato di rame ammoniacale: si preferisce al più noto solfato di rame per le luci azzurre in quanto meno suscettibile di esplosione se mescolato col clorato di potassio.

Solfato di stronziana: è usato nelle fiamme rosse e gialle.                                 

Spago: è di diversi spessori per rivestire botti e bombe di calibro diverso.     

Sughero: è usato nelle composizioni azzurro e viola.                                        

Titanio: matallo adoperato in scaglie, per effetti traccianti argento.                                

Tritolo: materiale esplodente vietato, ma da molti ugualmente usato, in barba alla legge, per le potenti deflagrazioni.                                                                                                               

Verde purgato: è usato per il colore violetto.                                                                       

Zinco: è un metallo bianco alquanto duro, produce un fuoco azzurrognolo misto ad un allegro scoppiettio.                                                                                                                                 

Zolfo: tale ingrediente era molto usato in passato, ma ora è stato bandito quasi completamente dall'arte pirotecnica e sostituito da resine come la scialacca. In commercio si trova in tre versioni: fiore di zolfo, non usato, in quanto soggetto ad accensione spontanea allorché mescolato a clorato di potassio; zolfo in pietra, che viene pestato finemente e si adopera nelle composizioni colorate; zolfo in polvere, adoperato nella composizione bianca. Se usato, si adopera il tipo "ventilato" caratterizzato da una accentuata impalpabilità. È ancora utilizzato per la produzione di polvere nera, esplosivo utilizzato dall'industria pirotecnica.                                                                       Nella pirotecnica moderna i clorati sono sempre meno diffusi, a favore dei perclorati, più stabili e sicuri. Dal mescolamento dei sopra citati composti si ottengono miscele pirotecniche, capaci di bruciare lentamente, oppure di deflagrare, di produrre luci e suoni.                                                                                                                    

 

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