La lingua Italiana nel mondo

TRADUZIONE DEI “PROMESSI SPOSI”CURATA DAL GIORNALISTA CLAUDIO ANGELINICORRISONDENTE DA NEWYORK DELLA RAI

Molto spesso non ci rendiamo conto dell’uso che facciamo della nostra lingua italiana preferendola all’inglese perché considerato l’idioma della comunicazione per eccellenza. È recente la notizia della traduzione in lingua inglese del romanzo “I Promessi Sposi”, curata dal  giornalista  Claudio Angelini, corrispondente RAI dagli Stati Uniti. Il romanzo, che sarà  pubblicato da una casa editrice americana diventerà un valido strumento per gli studenti americani e più precisamente per l’apprendimento della lingua letteraria italiana.  Una notizia del genere stupisce alcuni di noi, non solo per il semplice fatto di aver riesumato uno scrittore come Alessandro Manzoni tanto odiato dai nostri studenti e forse anche da qualche docente, ma il voler rilanciare la nostra lingua in un paese  in cui si parla l’Inglese. L’apprendimento della nostra lingua non è motivato dalla presenza numerosa di comunità di emigrati italiani ma da una scelta culturale che identifica l’italiano come lingua  “melodica”. Non dimentichiamoci che negli Stati Uniti la lingua italiana è la seconda per apprendimento, seguita dal francese e dallo spagnolo, inoltre il latino tanto criticato e poco presente nei nostri programmi scolastici risulta essere appreso nei college americani ad indirizzo umanistico. Noi italiani siamo portati ad inglesizzare tutto e ad amare  ciò che è straniero. Forse il detto “l’erba del vicino è sempre più verde” in questo caso calza a pennello.