GUARDIA DI FINANZA DI CATANIA SCOPRE

VENTICINQUE LAVORATORI IN NERO

 

Catania 18 settembre 2007 – (ASIS) – La Guardia di finanza di Bronte, in ossequio alle direttive del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Catania,  ha recentemente concluso diversi interventi mirati nel settore del lavoro sommerso.

L’attività delle Fiamme gialle è stata incentrata su quelle imprese che operano nel settore manifatturiero e in quelli della raccolta e commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, operanti nei vari comuni etnei.

La preventiva attività d’intelligence esperita dalla Guardia di finanza ha permesso di individuare quelle aziende particolarmente incline all’impiego di manodopera irregolare. Infatti, il 75% dei lavoratori identificati sono risultati non in regola.

Complessivamente sono stati scoperti di 25 lavoratori irregolari, di cui 19 completamente “in nero”. I militari proseguiranno l’attività ispettiva antisommerso, con particolare riguardo allo sfruttamento di lavoratori stranieri.  Difatti, il fenomeno dello sfruttamento del lavoro irregolare degli immigrati ha assunto, negli ultimi  tempi, proporzioni allarmanti sia  per le violazioni di norme a tutela del lavoratore e sia per i profili di ordine e sicurezza sociale, connessi al contrasto dell’immigrazione irregolare.

Pesanti le sanzioni previste per i datori di lavoro. Sanzioni, recentemente inasprite con la maxisanzione per l’impiego di personale in nero che prevede l’irrogazione di una sanzione amministrativa da 1.500 a 12.000 euro per ogni lavoratore, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo.