El Alamein 23 ottobre 1942 23
ottobre 2006
NEL RICORDO DELL’EPICA
BATTAGGLIA D EL ALAMEIN

Alessandria
d’Egitto 23 ottobre 2006 – Grazie al Presidente della
Azeglio Ciampi, il capo dello
Stato che ha fatto onorare il Tricolore e l’Inno nazionale che oggi viene cantato ovunque, vengono resi gli onori ai caduti di El Alamein, a quei soldati che portavano sul bavero le
stellette, ragazzi del Regio esercito e non nazifascisti
come qualche vigliacco senza sangue nelle vene, li ha definiti. Ricordiamo ai
figli di coloro che segnalavano al nemico tutti i
movimenti e le strategie delle nostre truppe e gioivano allorché, ascoltando
radio Londra, apprendevano che centinaia di soldati italiani erano caduti o
fatti prigionieri, che quelli che riposano nel Mausoleo di quota 33 alla
resa e al disonore preferirono la morte.
El Alamein, 23 ottobre 1942. Poco prima delle 21 il cielo,
in una sera di luna, s’illumina; sono oltre mille
pezzi d’artiglieria delle forze nemiche che
vomitano fuoco sulla nostra linea. Quel momento qualche superstite lo
descriverà come i fuochi a mare della festa di Piedigrotta
a Napoli, la sera dell’otto settembre. Un bombardamento aero-terrestre
che durò parecchie ore. Ne seguì l’attacco della fanteria coperta dai carri
armati. Trovarono, però, su tutto il fronte di circa
La Grande unità
comprendeva, in ordine, il 7° Reggimento bersaglieri,
Ramcke.
Più a sud il X Corpo d’armata comandato dal generale Frattini, prima e Nebbia poi, comprendente
nella foto: artiglieri italiani, sul fronte di El Alamein, prima della battaglia.
In seconda linea si trovava il gruppo
divisioni corazzate e motorizzate: XX Corpo d’armata disposto: a nord Divisione
corazzata Littorio, 15° Panzer divisione; a sud 21° Panzer divisione, Divisione
corazzata Ariete mentre in riserva vi erano le divisioni Trieste motorizzata e
la 90* Divisione leggera con il 580° reparto esploratore tedesco. Di contro le nostre truppe, con gran
superiorità numerica, avevano quattro divisioni corazzate inglesi, 1° Divisione sud africana, 2° Divisione neozelandese, 4°
Divisione indiana, 9° Divisione australiana, 44° Divisione fanteria inglese,
50° Divisione fanteria inglese 51° Divisione Highland,
una Brigata greca, una Brigata francesi liberi e altri reparti composti di
truppe coloniali.
Un durissimo colpo lo
subì il 62° Reggimento fanteria. Attaccato dalla Divisione neozelandese e da
quella sud africana, resistette strenuamente per oltre 48 ore e l’eroismo dei
fanti riuscì ad arrestare il nemico e a non fargli creare un varco.
Ridotto a pochi uomini, fu
rinforzato e ricostituito con uomini bronzo al valor militare. Dalla
depressione di El Qattara fino al mare era un gigantesco
lampeggiare che si fondeva con migliaia di scoppi che sgominavano il
nostro schieramento. La folgore attendeva l’imminente urto
con ferma volontà e al comando di “pronti al combattimento” su quel fronte si
udì un urlo: “Folgore”. Erano soldati con la ferma volontà di
opporsi all’avversario con il massimo impegno e a far pagare, agli inglesi, a
caro prezzo, il loro ambizioso progetto.
RICOMPENSE AL VOLORE
Medaglie d’oro collettive Reggimenti 186° e 187° Paracadutisti "Folgore" e
185° Artiglieria Paracadutisti "Folgore" Divisione paracadutisti
"Folgore" (185^) Reggimento Paracadutisti della
gloriosa Divisione
"Folgore", in unione alle aliquote divisionali ad esso
assegnate, per tre mesi, senza soste, si prodigò valorosamente in numerose
azioni offensive e difensive stroncando sempre l'impetuosa avanzata del nemico
enormemente superiore per numero e per mezzi. Nell'epica battaglia di El Alamein stremato per le
perdite subite, cessato ogni rifornimento di acqua, viveri e munizioni, con la
fede che solo il più sublime amor di Patria può generare, respingeva
sdegnosamente, al grido di "Folgore", ripetuti inviti alla resa,
dimostrando in tal modo che la superiorità dei mezzi poteva soverchiare i
paracadutisti d'Italia, piegarli mai. Attraverso innumerevoli episodi di eroismo collettivi ed individuali, protraeva la
resistenza fino al totale esaurimento di ogni mezzo di lotta imponendosi al
rispetto e all'ammirazione dello stesso nemico, scrivendo così una delle pagine
più fulgide per l'Esercito Italiano.
(Africa Settentrionale, 22 luglio - 12 ottobre
1942; Battaglia di El Alamein, 23 ottobre - 6
novembre 1942 (Depressione di El Kattara),
4 novembre 1942).
Agata Pappalardo
Le foto:
· Sacrario di Q 33.
· Mappa dello schieramento.
· Ceppo.
· Cap. par. Gaetano Alfonzetti, medaglia
di bronzo al v.m..
· Artiglieri italiani ripresi prima della battaglia.
· Un reparto della Divisione La Spezia,
inglobato nella Folgore, sfila davanti a S.A.R il
principe Umberto di Savoia.
· Artiglieria sul fronte di El Alamein.
· Bandiera di guerra della “Folgore”