GUARDIA DI FINANZA DI AGRIGENTO CONFISCA

BENI IMMOBILI E DISPONIBILITÀ FINANZIARIE

PER VIOLAZIONI ALLA NORMATIVA ANTIMAFIA

 

Agrigento 15 febbraio 2007 – (ASIS – R.G.) – A conclusione delle indagini esperite e degli accertamenti patrimoniali e bancari condotti dal Nucleo di polizia tributaria di Agrigento, ed accogliendo la proposta avanzata dal Procuratore della Repubblica di Agrigento, dott. Ignazio De Francisci, avvalorandone appieno le ipotesi investigative formulate, nei giorni scorsi la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, presieduta dalla d.ssa Antonina Sabatino, ha emesso un decreto di confisca di beni immobili e disponibilità finanziarie a carico di Giuseppe Bongiorno, classe 1974, originario di Porto Empedocle.

La confisca, operata dai militari della Guardia di finanza ai sensi dell’art. 2 ter della legge 575/1965, ha riguardato beni immobili e disponibilità finanziarie pari a complessivi €. 258.916,33 consistenti in un appartamento a Porto Empedocle del valore di euro 150.000.00,  nr. 3 conti correnti bancari con un saldo attivo complessivo di € 38.866,59, nr. 4 fondi comuni di investimento pari a € 49.321,74 e nr. 1 deposito e custodia azioni del valore di € 20.728,00, tutti in essere in istituti di credito di Porto Empedocle e Canicattì.

Giova evidenziare che tale confisca è conclusiva al sequestro preventivo dei beni immobili e le provviste bancarie di che trattasi già operato, da parte del nucleo di polizia tributaria di Agrigento, nei confronti del medesimo Bongiorno Giuseppe e del suo nucleo familiare, nel maggio del 2005, ai fini dell’adozione delle misure previste dalla legge antimafia 575/1965 ed in esecuzione di apposito decreto emesso il 28 aprile 2005 dal tribunale di Agrigento, su input della locale procura della Repubblica.

L’odierno provvedimento, invece, interviene dopo l’applicazione al predetto della misura di prevenzione “antimafia” della sorveglianza speciale di p.s. con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per la durata di tre anni.

In particolare, con il citato decreto applicativo, il tribunale ha affermato la “qualificata” pericolosità sociale del Buongiorno, già considerata persona “vicina” a soggetti appartenenti alla famiglia mafiosa di Santa Elisabetta, desunta essenzialmente dal contenuto di altre due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del tribunale di Palermo a carico del medesimo, tra cui, l’ultima  nell’anno 2003,  per  i reati di produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti ed il cui procedimento, celebratosi innanzi al tribunale di Agrigento, si è recentemente concluso con la condanna del predetto per i reati ad esso ascritti.